Energy, Pnrr ed Esg, la priorità
di aziende e studi è la crescita

Caro energia, conflitto tra Russia e Ucraina e un nuovo Governo alla guida dell’Italia.

Gli ultimi mesi sono stati ric- chi di eventi e cambiamenti per il Paese, e in alcuni casi questo sta generando preoc- cupazioni e difficoltà, specie per le imprese. E anche gli studi legali, che rappresenta- no per molte imprese dei con- sulenti, stanno cercando di capire, tra tutte queste incer- tezze, quali settori saranno i settori sui quali saranno chia- mati a lavorare di più.

«L’attuale scenario inter- nazionale risulta fortemente condizionato dalla pande- mia, dai disastri climatici, da crisi irrisolte sul piano geopo- litico, dall’inflazione e da shock economici che, soprat- tutto negli ultimi mesi, han- no portato a interruzioni pe- santi nelle catene globali del valore», dice Stefania Ra- doccia, managing partner dell’area Tax and Law di EY.

«D’altra parte, ci sono anche opportunità da cogliere, so- prattutto alla luce della tran- sizione verso una crescita più sostenibile e delle sfide che questo comporta in tutti i settori, a partire da quello energetico e dell’innovazione digitale. Nei prossimi mesi quindi gli avvocati saranno molto impegnati su tutto ciò che attiene alla sostenibilità e alla transizione ecologica, nonché sui temi legati al digi- tale e all’innovazione, con i nuovi scenari aperti da AI, Nft e Metaverso e le relative ricadute giuridiche. Fonda- mentale anche l’evoluzione del mercato del lavoro e la transizione verso modelli or- ganizzativi aziendali ibridi. Senza dimenticare che la tra- sformazione passa anche, e in gran parte, dal Pnrr che ri- chiede il supporto degli ope- ratori giuridici nelle attività di esecuzione e nella messa a terra delle riforme struttura- li, a partire dal fisco».

Nel settore delle operazio-ni societarie e degli investi- menti industriali, finanziari e immobiliari, gli effetti della crisi rimangono per il mo- mento limitati e si attende che molti dei deal in campo in questi mesi vedano il posi- tivo completamento entro la fine dell’anno. «Non possia- mo escludere che l’aumento dei costi dell’energia e la guerra in Ucraina possano avere effetti rilevanti su va- rie attività economiche, an- che in un orizzonte tempora- le piuttosto breve», spiega

Guido Testa, partner e offi- ce leader delle sedi italiane di Orrick, «È realistico ipo- tizzare che in particolare l’au- mento del costo dell’energia porti nel 2023 a performance nel settore industriale infe- riori alle aspettative, con un conseguente rallentamento delle operazioni di investi- mento. Se tale ipotesi si do- vesse verificare, le aziende avranno probabilmente biso- gno di ripensare la propria struttura di indebitamento, con l’obiettivo di disporre di maggiori risorse per supera- re la fase critica. Attualmen- te, Orrick continua a lavora- re a ritmo molto elevato su at- tività societarie core come fu- sioni, acquisizioni, private equity, operazioni finanzia- rie ed immobiliari; al contem- po il comparto del tech sta vi- vendo una fase di crescita esponenziale e costante negli anni. Ad oggi, non abbiamo sentito la necessità di riconsi- derare le nostre previsioni per il 2023 e restiamo positi- vi per quel che riguarda l’atti- vità complessiva degli studi legali. È possibile che il 2023 veda per gli studi legali un aumento delle attività dei team di restructuring, per ef- fetto della necessità delle im- prese di rinegoziare il debito con gli istituti bancari, e del contenzioso, per la gestione delle situazioni più delicate». Altro settore caldo è quello della transizione ecologica nel settore delle infrastruttu- re. «Il tema è trasversale, sia dal punto di vista dei settori interessati (dai trasporti, ai servizi pubblici locali e alla sanità) che su quello degli strumenti giuridici a disposi- zione (dall’appalto alla socie- tà mista, dalla concessione di lavori al leasing pubblico, passando per gli strumenti di semplificazione per l’auto- rizzazione di impianti ali- mentati da fonti rinnovabili e per le varie forme di parte- nariato pubblico-privato)», spiega Fabio G. Angelini, founding partner di Parola Angelini, «Un primo esem- pio è rappresentato dal forte interesse che stiamo regi- strando per l’installazione di pannelli solari lungo le auto- strade. Già in passato, e an- che in Italia, sono state realiz- zate iniziative di questo tipo con risultati significativi sul fronte della produzione di energia e in termini di ricadu- te socio-economiche sui terri- tori interessati, fornendo un contributo anche rispetto al cosiddetto effetto Nimby. Si tratta di seguire questa dire- zione su una più ampia sca- la, coniugando l’approccio green con quello social, utiliz- zando cioè le risorse nel Pnrr come leva per favorire gli in- vestimenti green e massimiz- zare l’impatto positivo che la transizione ecologica può ge-nerare sulle comunità inte- ressate da tali opere. Un se- condo esempio è invece quel- lo del settore sanitario che, spinto dall’aumento dei costi dell’energia, sia nel pubblico che nel privato, richiede inve- stimenti nel campo degli in- terventi di riqualificazione ed efficientamento energeti- co delle strutture. Un feno- meno che interessa senz’al- tro i grandi plessi ospedalie- ri, spesso oggetto di impor- tanti operazioni di Ppp, ma anche le piccole realtà (Rsa, case di cura, ospedali di co- munità, presidi sanitari) pre- senti sul territorio la cui so- stenibilità è messa fortemen- te a rischio. In questo ambito sono numerose le opportuni- tà offerte dalla legislazione per la realizzazione di nuovi investimenti e per il potenzia- mento della rete di servizi so- cio-sanitari sul territorio».

Secondo Marco Giusti-niani, partner di Pavia e Ansaldo «nei prossimi mesi gli studi legali dovranno af- frontare una duplice sfida: la prima di gestione interna agli studi medesimi; la secon- da correlata invece alla ne- cessità di focalizzare ulterior- mente la propria attività ver- so alcuni settori che da trai- nati potrebbero essere anno- verati nei prossimi anni tra quelli trainanti. In relazione ai profili interni, la crisi ener- getica e la guerra (con i corre-lati effetti inflazionistici) con- durranno i management de- gli studi ad una maggiore at- tenzione ai costi (per energia e locazioni delle sedi in pri- mis) che inevitabilmente an- dranno ad impennarsi nei prossimi 18 mesi. In relazio- ne ai profili di assistenza, gli Studi dovranno invece ‘fare i conti’ con i settori interessati dal Pnrr. In effetti, il notevo- le afflusso di risorse economi- che che saranno spese dal set- tore pubblico grazie ai finan- ziamenti europei, condurran- no alla necessità di assisten- za specialistica nel settore della contrattualistica pub- blica: sia lato amministrazio- ni (nell’organizzazione e ge- stione delle gare), sia lato pri- vato (nella consulenza alle imprese nella partecipazio- ne alle gare ovvero nella loro contestazione in sede giuri- sdizionale). E ciò anche isti- tuendo dei focus group dedi- cati o delle strutture c.d. di missione trasversali a più di- partimenti. Indirettamente, inoltre, si potrà registrare un incremento di interesse nel settore delle fusioni e acquisi- zioni di quei target costituiti da imprese che diventeranno titolari di contratti finanzia- ti con il Recovery Plan».

«In questo periodo di diffi-coltà che si sovrappongono e moltiplicano registriamo una sempre crescente atten- zione delle imprese al control- lo di gestione», afferma Fran- cesca Pierleoni, partner di Sm&a, «con l’inflazione e la crescita dei costi, delle mate- rie prime e dell’energia, le im- prese si attrezzano e vanno a fare leva e a prestare maggio- re attenzione sull’operato aziendale in modo da miglio- rare il proprio rendimento ri- ducendogli sprechi e le ineffi- cienze. Ai professionisti vie- ne richiesto di affiancare i clienti per individuare i setto- ri più proficui dell’attività e per migliorare quelli meno performanti, esaminando ri- sorse economiche e fattori produttivi, assicurando l’im- piego di tali risorse nel modo più adeguato. Pur non essen- do obbligatorio, il controllo di gestione risponde a impor- tanti esigenze interne, al fi- ne di prendere decisioni per l’attività e per superare perio- di complessi come quelli at- tuali. Un’altra tendenza che registriamo è relativa allo smart working preso nuova- mente in considerazione da alcuni clienti perché può con- tribuire ad un taglio dei con- sumi energetici e che costitui- sce, anche per i dipendenti, una forma di risparmio sui consumi legati ai trasporti e in alcuni casi uno strumento per migliorare il work-life ba- lance degli stessi».

Per Francesco Dagnino, managing partner di Lexia Avvocati «il limitato impat- to della pandemia e delle guerre sull’andamento degli studi legali d’affari hanno di- mostrato che si tratta di un settore estremamente resi- liente. Le nostre previsioni di chiusura del 2022 e per il 2023 restano molto positive. Ci aspettiamo un forte incre- mento di lavori nei settori Te- ch, FinTech ed energie rinno- vabili».

Gli studi si aspettano una forte crescita nelle aree con- nesse alle misure del Pnrr.

«Prevediamo una crescita della domanda di servizi con- nessi al settore dell’energia ed ai processi di risanamento delle crisi aziendali», sostie- ne Giovanni Stefanin, co Managing partner di PwC Tls. «In generale dovrebbero crescere i temi legati all’agen- da Esg in tutte le componen- ti. L’ultimo anno è stato mol- to attivo nel segmento Midd- le Market dove ci attendiamo che la crescita possa prose- guire. Altro ambito in cui ab- biamo assistito diversi clien- ti è quello delle rinnovabili, delle infrastrutture e della lo- gistica. È evidente che la si- tuazione generale crea un cli- ma di incertezza che non faci- lita le decisioni di investi- mento delle imprese, ma sia- mo fiduciosi che anche il nuo- vo anno possa confermare il trend attuale dal momento che il possibile calo di doman- da in alcuni ambiti come l’M&a potrà essere compen- sato dalla forte crescita di al- tri servizi collegati all’ener- gia, alla ristrutturazione del debito ed alle transazioni ces- sioni di portafogli Npl».

Per quanto riguarda il di- ritto del lavoro, da osservare le tematiche attinenti la rior- ganizzazione delle risorse umane. «Gli eventi di questi anni hanno determinato uno scenario di precarietà e di continua evoluzione che co- stringe le imprese a ripensa- re nell’immediato all’organiz- zazione delle risorse e, in un orizzonte temporale più am- pio, a verificarne continua- mente la coerenza con il mer- cato e il contesto di riferimen- to», spiega Marco Chiesa- ra, senior partner di Lexel- lent. «Penso in particolare al- la necessità di procedere nel- la transizione verso un mon- do del lavoro legato al rag- giungimento di obiettivi anzi- ché al rispetto di un orario fis- so, che comporterà la necessi- tà di strutturare processi di valutazione e di gestione del lavoro. Non mi riferisco uni- camente agli accordi di imple- mentazione del lavoro agile o all’individuazione di modali- tà organizzative più flessibi- li, ma anche alla necessità di adottare procedure di indivi- duazione, comunicazione e valutazione degli obiettivi e, strettamente collegato a que-sto, alla creazione di piani di retribuzione che rispecchino la nuova organizzazione del lavoro e premino il raggiungi- mento degli obiettivi. Riten- go inoltre che la mutata sen- sibilità, specie tra le fasce più giovani, rispetto al bilancia- mento vita/lavoro da un lato, e le evoluzioni economiche e demografiche, e dunque legi- slative, dall’altro lato, com- porteranno anche una mag- gior attenzione agli elementi retributivi non monetari e la necessità di costruire piani di welfare non standardizza- ti che garantiscano una per- sonalizzazione della retribu- zione. Assistiamo infine a una nuova sensibilità verso le tematiche di inclusione, ambientali e della sicurezza: tutto ciò determina la neces- sità, per le imprese, di dotar- si di policy, codici e regola- menti, finalizzati sia ad assi- curare il rispetto della nor- mativa, sia a dare testimo- nianza delle proprie politi- che nei confronti degli interlo- cutori esterni, sia pubblici che privati».

Il panorama mondiale sta rapidamente evolvendosi e non è mistero che l’EuroZona sia in forte contrazione. «In- negabile è l’impatto che le im- prese manifatturiere stanno soffrendo per effetto della ca- renza delle materie prime, per gli aumenti dei relativi prezzi e, non ultimi, per l’esponenziale aumento del costo dell’energia; e se a que- sto aggiungiamo l’improvvi- sa sparizione del mercato rus- so tanto rilevante per il no- stro export, gli orizzonti sono tutt’altro che rosei», sostiene Eugenio Bettella, foun- ding e managing partner di Bergs & More – Legal, tax and  business  advisory,

«Per contro, si registra un

grande interesse degli opera- tori dell’area dollaro che, gra- zie a un cambio estremamen- te favorevole, sono alla ricer- ca di opportunità nel nostro mercato, vuoi di prodotti vuoi di imprese. Il trend digi- tale sta proseguendo il suo percorso allargando la sfida delle imprese sul versante dell’on line su cui si stanno ri- versando le tradizionali pro- blematiche che storicamente caratterizzavano il solo mon- do reale; pensiamo anche so- lo al marketing digitale, all’e-commerce, ai fenomeni di contraffazione nei vari si-

Gli studi si aspettano una

forte crescita nelle aree con- nesse alle misure del Pnrr.

«Prevediamo una crescita della domanda di servizi con- nessi al settore dell’energia ed ai processi di risanamento delle crisi aziendali», sostie- ne Giovanni Stefanin, co Managing partner di PwC Tls. «In generale dovrebbero crescere i temi legati all’agen- da Esg in tutte le componen- ti. L’ultimo anno è stato mol- to attivo nel segmento Midd- le Market dove ci attendiamo che la crescita possa prose- guire. Altro ambito in cui ab- biamo assistito diversi clien- ti è quello delle rinnovabili, delle infrastrutture e della lo- gistica. È evidente che la si- tuazione generale crea un cli- ma di incertezza che non faci- lita le decisioni di investi- mento delle imprese, ma sia- mo fiduciosi che anche il nuo- vo anno possa confermare il trend attuale dal momento che il possibile calo di doman- da in alcuni ambiti come l’M&a potrà essere compen- sato dalla forte crescita di al- tri servizi collegati all’ener- gia, alla ristrutturazione del debito ed alle transazioni ces- sioni di portafogli Npl».

Per quanto riguarda il di-

ritto del lavoro, da osservare le tematiche attinenti la rior- ganizzazione delle risorse umane. «Gli eventi di questi anni hanno determinato uno scenario di precarietà e di continua evoluzione che co- stringe le imprese a ripensa- re nell’immediato all’organiz- zazione delle risorse e, in un orizzonte temporale più am- pio, a verificarne continua- mente la coerenza con il mer- cato e il contesto di riferimen- to», spiega Marco Chiesa- ra, senior partner di Lexel- lent. «Penso in particolare al- la necessità di procedere nel- la transizione verso un mon- do del lavoro legato al rag- giungimento di obiettivi anzi- ché al rispetto di un orario fis- so, che comporterà la necessi- tà di strutturare processi di valutazione e di gestione del lavoro. Non mi riferisco uni- camente agli accordi di imple- mentazione del lavoro agile o all’individuazione di modali- tà organizzative più flessibi- li, ma anche alla necessità di adottare procedure di indivi- duazione, comunicazione e valutazione degli obiettivi e, strettamente collegato a questo, alla creazione di piani di retribuzione che rispecchino la nuova organizzazione del lavoro e premino il raggiungi- mento degli obiettivi. Riten- go inoltre che la mutata sen- sibilità, specie tra le fasce più giovani, rispetto al bilancia- mento vita/lavoro da un lato, e le evoluzioni economiche e demografiche, e dunque legi- slative, dall’altro lato, com- porteranno anche una mag- gior attenzione agli elementi retributivi non monetari e la necessità di costruire piani di welfare non standardizza- ti che garantiscano una per- sonalizzazione della retribu- zione. Assistiamo infine a una nuova sensibilità verso le tematiche di inclusione, ambientali e della sicurezza: tutto ciò determina la neces- sità, per le imprese, di dotar- si di policy, codici e regola- menti, finalizzati sia ad assi- curare il rispetto della nor- mativa, sia a dare testimo- nianza delle proprie politi- che nei confronti degli interlo- cutori esterni, sia pubblici che privati».

Il panorama mondiale sta

rapidamente evolvendosi e non è mistero che l’EuroZona sia in forte contrazione. «In- negabile è l’impatto che le im- prese manifatturiere stanno soffrendo per effetto della ca- renza delle materie prime, per gli aumenti dei relativi prezzi e, non ultimi, per l’esponenziale aumento del costo dell’energia; e se a que- sto aggiungiamo l’improvvi- sa sparizione del mercato rus- so tanto rilevante per il no- stro export, gli orizzonti sono tutt’altro che rosei», sostiene Eugenio Bettella, foun- ding e managing partner di Bergs & More – Legal, tax and  business  advisory,

«Per contro, si registra un grande interesse degli opera- tori dell’area dollaro che, gra- zie a un cambio estremamen- te favorevole, sono alla ricer- ca di opportunità nel nostro mercato, vuoi di prodotti vuoi di imprese. Il trend digi- tale sta proseguendo il suo percorso allargando la sfida delle imprese sul versante dell’on line su cui si stanno ri- versando le tradizionali pro- blematiche che storicamente caratterizzavano il solo mon- do reale; pensiamo anche so- lo al marketing digitale, all’e-commerce, ai fenomeni di contraffazione nei vari si-

ti, alle truffe che quotidiana- mente si consumano sul web. In questo difficile panorama, non è semplice individuare le future tendenze poiché, spes- so, abbiamo imparato che mentre ci si prepara a un cer- to tipo di situazioni, accade tutt’altro. Ma se dobbiamo fa- re una previsione, senz’altro il contenzioso è destinato a crescere; innegabile è una contrazione di cassa nelle im- prese, anche solo per effetto del recente peso delle bollet- te del gas e per gli aumenti dei prezzi che il mercato fa fa- tica ad assorbire e questo, oramai, ben sappiano si tra- sforma in dilazioni di paga- mento mal digerite dai forni- tori e contestazioni strumen- tali; in costante aumento so- no, inoltre, i contenziosi deri- vati dagli impatti sui contrat- ti in corso di esecuzione per effetto delle inadempienze le- gate alla lunga coda del Co- vid, prima, e delle recenti evo- luzioni nel mercato della sup- ply chain, ora. Certamente il restructuring vivrà una nuo- va ondata anche solo per con- gelare le gravi situazioni de- bitorie e salvaguardare il co- re business. E conseguente- mente il trend del restructu- ring e del distressed M&A tornerà a far capolino, soprat- tutto nei settori manifattu- rieri ove, peraltro, i grandi del lusso stanno rastrellando imprese per consolidare le lo- ro supply chain, valorizzan- dole e facendole crescere se- condo modelli di business più virtuosi e sostenibili. Le diffi- coltà dell’Euro Zona e un cambio incentivante per l’ex- port in zona dollaro unita- mente alla necessità di sosti- tuire quanto prima il merca- to russo porterà molte impre- se alla ricerca di nuovi merca- ti; Usa, Golfo e Africa in pri- mis, per diverse ragioni ma soprattutto perché sono mer- cati recettivi fortemente inte- ressati a prodotti italiani di ogni tipologia, dal food, al fa- shion, al forniture, ai mate- riali da costruzioni, ai mac- chinari e, non ultima, all’im- piantistica. Anche i processi di internazionalizzazione proseguiranno, dunque, il lo- ro percorso con la necessità di una assistenza sui precita- ti mercati in attesa del ritor- no di quelli che nel frattempo si sono congelati. La digitaliz- zazione, infine, sarà un dri- ver incredibile: presumibile

un raddoppio dei volumi per- ché oramai strumento irri- nunciabile di lavoro, che ri- chiede un’assistenza non so- lo tecnica ma anche legale a 360 gradi, non ultimo in meri- to al rispetto di normative co- munitarie sempre più strin- genti (basta citare quelle in materia di pagamenti, data protection e cybersecurity)».

Per Luca Tufarelli, ma- naging partner di Ristuccia Tufarelli and Partners «la pandemia ha lasciato segni visibili in particolare nell’or- ganizzazione del lavoro e nel- la digitalizzazione dello stes- so che, con le attuali fasi di cambiamento e incertezza, si radicano, diventando nel ca- so del nostro studio, un pun- to di forza. L’uso degli stru- menti di collaborazione da re- moto e del lavoro diviso per fasi e con attività da svolger- si in maniera asincrona ma in parallelo tra i diversi colla- boratori, sono divenuti un elemento imprescindibile dell’offerta alla clientela isti- tuzionale che si aspetta quel- le modalità anche nell’intera- zione con le proprie struttu- re. In questa prospettiva il rapporto con il cliente è dive- nuto più efficiente ed anche più sfidante perché non solo è aumentata la produttività delle persone ma si sono si- gnificativamente ridotti i tempi di esecuzione dei servi- zi. Questo modo di cooperare con l’esterno rende oltretutto più trasparente la valutazio- ne dell’effort del professioni- sta perché ha aumentato si- gnificativamente i momenti del confronto col cliente.

Da qui l’aspettativa della clientela istituzionale ad ot- tenere un servizio a costi cor- retti e reali spesso più conte- nuti e con tempi minori. Que- sto nuovo modello organizza- tivo ha poi spinto la clientela a richiedere sempre più con- sulenza di legal design in ma- teria di digitalizzazione dei processi compresa la com- pliance in tale materia per ga- rantire sicurezza, tracciabili- tà e corretta archiviazione della documentazione infor- matica prodotta nonché delle azioni compiute nell’ambito dei procedimenti ammini- strativi. Il cliente da oggi per assodato che il professioni- sta possa lavorare in un con- testo disarticolato con pieno accesso a tutte le fonti infor- mative, i processi e gli strumenti digitali oggi disponibi- li. È in atto un cambiamento epocale che avrà grossi im- patti sulla sopravvivenza de- gli studi incapaci di organiz- zare una risposta rapida, col- laborativa e basata sull’uti- lizzo dei moderni sistemi e strumenti digitali».

È recente la notizia che l’economia italiana nel secon- do semestre 2022 ha fatto re- gistrare una crescita del +4,6% rispetto semestre pre- cedente e si candida come economia trainante tra i Paesi del G7 per l’anno 2022. «Le previsioni tuttavia non sono così rosee per il 2023, in quan- to l’inflazione continua ad es- sere il tema centrale per l’eco- nomia globale con forte au- mento del rischio di recessio- ne», afferma Andrea Accar- do, partner di Slata Studio Legale, «L’aumento incon- trollato dei prezzi dei mate- riali, delle materie prime e dei costi energetici che ha già sferzato i settori produttivi, del commercio e delle costru- zioni nel 2021 e nel 2022, dan- do vita ad alcuni interventi straordinari da parte del Go- verno, sembra non accenna- re a sopirsi anche alla luce delle notizie provenienti dal teatro di guerra Russo-Ucrai- na. Questo scenario di crisi è motivo di profonda riflessio- ne e riorganizzazione degli studi legali. Infatti, se il caro prezzi è argomento quotidia- no da almeno un anno sul ta- volo dei professionisti che si occupano di diritto ammini- strativo e di appalti, anche in prospettiva Pnrr, in via gene- rale la crisi impatterà sulle scelte strategiche e d’investi- mento delle imprese e sulle spese e priorità dei cittadini, e dunque riguarderà ogni am- bito del diritto. In questo con- testo, gli studi avranno suc- cesso se sapranno indirizza- re la spesa che i clienti desti- nano all’assistenza legale, prediligendo la consulenza strategica e decisionale, e di- sincentivando il ricorso alla giustizia contenziosa che pa- tisce da anni gravi disfunzio- ni per la cui risoluzione la re- cente legge delega non sem- bra poter incidere».